L’Uk vuole tassare la carne da allevamenti intensivi

Un modo per scoraggiare l’acquisto di carne proveniente da paesi con bassi standard di benessere animale

Il Regno Unito sta pensando di tassare le carni provenienti da Paesi con standard di sicurezza e di benessere animale inferiori ai propri, come consentito dalle regola del World Trade Organization. Lo ha annunciato la ministra dell’Ambiente.

«Daremo la stessa importanza alla sicurezza del cibo, al benessere animale e al rispetto delle norme ambientali», ha detto la ministra Theresa Villiers, annunciando anche una stretta sul rispetto delle regole per gli allevamenti interni al paese. Preoccupati i produttori, che chiedono una commissione indipendente che valuti il rispetto delle norme imposte.

Gli esperti da anni avvertono che governi come gli Stati Uniti richiederanno l’accesso ai mercati del Regno Unito per l’export alimentare, per prodotti spesso fuori dagli standard UE. Ad esempio, il “pollo al cloro”, definizione usata per indicare la carne di pollame disinfettata con acido perossiacetico, è legale negli Stati Uniti, ma non in Europa, perché collegata a una malattia di origine alimentare. Anche gli standard sull’uso di antibiotici in agricoltura sono più severi nell’UE rispetto alla maggior parte degli altri paesi.

In Italia il 90% degli allevamenti è intensivo, ma almeno per quanto riguarda l’uso di antibiotici stiamo facendo piccoli passi avanti.

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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