E’ tornato il disco in vinile. Si registrano aumenti delle vendite in tutto il mondo. Moda o rivalutazione dei fruscii di sottofondo? Disegno di Armando Tondo, gennaio 2020

Ritorno al disco in vinile: moda o rivalutazione?

Il 2019 è stato l’anno di conferma del culto del disco in vinile, segnato da un boom di vendite in Italia come negli Stati Uniti

Era stato spazzato via dal walkman 40 anni fa, e poi dai Compact disc, ma negli ultimi anni è tornato a vivere. I record store, vecchi e nuovi, e i reparti di musica delle librerie oltre ad avere gli scaffali pieni di vinili sono anche pieni di gente. I dati delle vendite segnano un trend positivo in tutto il 2019, a quanto pare una fetta di pubblico è davvero tornata ad ascoltare musica sui 33 giri. Si tratta di una nicchia, ovviamente, ma rimane un fenomeno degno di nota.

Millennials e tendenze

In realtà, è da 14 anni che gli Stati Uniti registrano un trend di vendita degli lp (long playing) sempre migliore rispetto all’anno precedente, addirittura piazzandosi nel 2019 con un +12,9% per quasi 19 milioni di album venduti. In Italia i vinili valgono solo il 3,6% del mercato musicale, ma come riporta il Music Listening 2019Millennials e generazione Z sono la maggior parte dei consumatori del disco nero”. Gli album che hanno fatto la storia del rock internazionale e le nuove uscite di artisti della stessa generazione sono i più ricercati proprio dai millennials. In testa alle classifiche americane infatti c’è Abbey Road, l’album del 1969 dei Beatles, mentre nel 2019 in Italia c’è Dark Side of the Moon dei Pink Floyd. Tra le preferenze degli anni 2000 spiccano Lana Del Rey, Amy Winehouse e Billie Eilish. Tra gli album più venduti anche Bohemian Rhapsody e Greatest Hits I dei Queen.

Il culto del vinile coinvolge pubblico e artisti: oggi persino artisti pop e rap se non pubblicano anche il disco nero non sono abbastanza cool. Il fenomeno si può attribuire all’esigenza di avere un supporto da farsi autografare e al repentino scatto caricato su Instagram, ma c’è anche chi pensa alla qualità, al calore del suono indubbiamente meno piatto di quello generato dalla traccia mp3.

È un culto non una moda

Chi suona musica elettronica vive il vinile come un feticcio, che fa parte di una tradizione legata alla musica disco e al collezionismo di pezzi rari, utili al proprio lavoro. Oggi non solo chi mixa musica venera il vinile, ma anche chi ne fruisce e basta spende una fortuna per avere dischi tanto rari quanto popolari. Contrapposta alla fluidità dello streaming e della musica digitale, la fisicità del vinile e la sua scomodità – sentire 30 minuti di musica su un giradischi e poi cambiare lato e sentirne altri 30 non è di certo agevole come l’ascolto shuffle su Spotify – rientra totalmente nello schema della nostalgia vintage che stiamo vivendo in questi anni. Il vinile infatti non è l’unico formato vintage che vede crescere le vendite, anche le musicassette aumentano nel 2019: 118.200 le unità vendute contro le 99.400 del 2018. È la stessa rivalutazione del rumore in ambito musicale e sociale di cui parla Krukowski nel suo ultimo saggio: “Ascoltare il rumore”. Senza rumore noi e la musica perdiamo di profondità, siamo un po’ più vicini alla bidimensionalità.

In ogni caso, se fosse una moda o una tendenza su larga scala dietro ci sarebbe un’operazione di marketing concreta. Con i mezzi attuali le scelte di acquisto sono costantemente orientate dalle grandi multinazionali e in quel caso la fetta di mercato dei compratori di vinili sarebbe molto più ampia di così. D’altronde è proprio per la fortuna e la presenza di multinazionali del calibro di iTunes e Spotify che il vinile non può diventare un fenomeno mainstream.

Infine una delle cause del ritorno dei vinili è dovuta anche alla possibilità di ascoltarli su nuovi giradischi. Quelli presenti oggi sul mercato non sono eccessivamente costosi e hanno gli amplificatori incorporati, sono facilmente utilizzabili e funzionano anche meglio di quelli di una volta.

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Caterina Conserva

Caterina Conserva

Giornalista con la passione per l'ecologia, i libri e le lunghe camminate in giro per il mondo

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