Sardine: il giorno dopo

160 Sardine in assemblea per confrontarsi e tracciare una via comune

Lo striscione esposto allo SpinTime, il centro sociale occupato all’Esquilino – lo stesso dove l’elemosiniere del Papa riallacciò la corrente nel maggio scorso –  parla chiaro: “Sardine ribelli, orizzonti comuni“.

Sono 160 i ragazzi che si sono incontrati per la prima volta dal “vivo” per ascoltare quanto uscito dai tavoli regionali e per cercare di mettere insieme una linea comune che tenga conto anche delle esigenze dei vari territori.

E proprio nei territori si ritorna, dopo la manifestazione a Roma che ha riempito Piazza San Giovanni, i bolognesi tornano in Emilia Romagna per altri flash mob in vista delle regionali di fine gennaio.

Mattia Sartori, il frontman delle Sardine però frena gli entusiasmi di chi chiede di schierarsi apertamente per il candidato Pd Stefano Bonaccini: «Non ci candideremo. Come comportarsi alle urne? Non indichiamo chi votare». Ovvio comunque che il movimento guarda a sinistra e con la sinistra cerca di confrontarsi ma con pazienza, con tutta la pazienza «che occorrerà per dare un’identità politica a questo fenomeno».

Alcuni obiettivi però sembrano essere già molto chiari: innanzitutto tornare nelle piazze, poi superare il 25% dei consensi per avere la possibilità di poter aprire un dialogo con le altre forze politiche: non tutte, anzi forse solo una: il Pd.

E con il Pd la discussione partirà dai decreti sicurezza che le Sardine vogliono abrogare: a loro risponde Giuseppe Conte: «La richiesta delle Sardine sui decreti sicurezza le abbiamo già ascoltate. Tra i punti del programma di governo c’era l’impegno a raccogliere le raccomandazioni del presidente Mattarella per ritornare a quella che era la versione originale del secondo decreto, per come era uscita dal Consiglio dei ministri».

L’assemblea continua per tutto il giorno, ma siccome non si vive di sola politica, a pranzo lasagne al forno e patate arrosto e siccome non si vive di solo cibo, anche un concerto di melodie pop siriane della violoncellista Leila Shirvani e della sorella pianista Sara.

Un comunicato apparso sul profilo social a fine giornata poi racconta:  

«Per riassumere in una parola cosa è successo nel primo “congresso” delle Sardine basta una parola. Che passa dall’ascolto, dall’empatia, dalla non violenza, dall’accettazione delle diversità. E da un obiettivo comune, tornare sui territori subito. Continuare a presentare un’alternativa alla bestia del sovranismo e alle facili promesse del pensiero semplice. Continueremo a difendere la complessità. E lo faremo in maniera semplice, gratuita, creativa. L’obiettivo delle persone che vedete in questa foto non è decidere o comandare. Ma coinvolgere. Se lo vorrete ci rivedremo presto. Basterà accettare ancora una volta l’invito. Basterà uscire dal mondo digitale. Basterà decidere chi volete ascoltare».

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Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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