SunUp è un pannello solare pieghevole perfetto per viaggiatori ed escursionisti. Si monta sullo zaino e permette di ricaricare qualsiasi dispositivo elettronico. Disegno di Armando Tondo, gennaio 2020.

SunUp: il pannello solare pieghevole per sportivi ed escursionisti

Il prototipo si può applicare su qualsiasi tipo e modello di zaino

SunUp potrebbe davvero semplificare (o persino salvare!) la vita a tantissimi escursionisti rimasti senza batterie. Realizzato dal giovane designer inglese Bradley Brister, al momento esiste soltanto in versione di prototipo su uno zaino su cui è stata montata una superficie di pannelli solari flessibili. In realtà, però, si può montare su tante altre attrezzature e permette di ricaricare sempre e ovunque qualsiasi dispositivo elettronico dotato di batterie. L’energia viene catturata dai pannelli solari anche camminando o facendo sport e viene poi immagazzinata in una batteria, pronta per l’uso.

Gli over 16 che nel Regno Unito praticano attività fisica fuori città sono circa 24 milioni (dati 2014 dell’Associazione delle imprese dell’outdoor). Una bella cifra, circa il 58% dell’intera popolazione, che pare sia destinata a crescere. Tutte persone in cerca di momenti di svago, lontani dallo stress dei grandi centri urbani. Tutte persone che, salvo eccezioni, sicuramente portano con sé una serie di dispositivi elettronici. Lo smartphone, o comunque, un cellulare, che non può mancare nello zaino di un escursionista: molti lo utilizzano per scattare foto da postare real time sui profili social, ma la prima funzione resta quella di orientarsi e di poter chiamare i soccorsi in caso di emergenza. Negli anni, tuttavia, la capacità delle batterie degli smartphone è rimasta pressoché la stessa. Quando il cellulare si scarica e non si ha a disposizione una presa di corrente si ricorre ad una powerbank, una batteria portatile, che però ha essa stessa bisogno di essere ricaricata e non riesce ad incamerare comunque una quantità di energia soddisfacente. I vari connettori che permettono di collegarsi alla batteria della propria auto sono spesso un’alternativa valida… ma non per gli escursionisti partiti a piedi o che si spostano con altri mezzi di trasporto. Inoltre, al cellulare possono sommarsi altri dispositivi che, ad un certo punto, si scaricano. Secondo i dati forniti dal progetto, in media gli escursionisti portano con sé almeno tre dispositivi elettronici. Come avere a disposizione una fonte di energia ovunque e in qualsiasi momento?

Da questi presupposti prende vita la sperimentazione di Bradley Brister. Non è la prima volta che si pensa ai pannelli fotovoltaici per alimentare device elettronici portatili, alcuni sono già dotati di minipannelli ma non è abbastanza. Finora sostanzialmente la discussione ruotava attorno a due opzioni. La prima sono i pannelli solari rigidi in silicio mono/policristallino, che offrono un’efficienza abbastanza alta e una percentuale di conversione di energia al 21%, ma sono molto fragili, si rompono facilmente. La seconda sono i pannelli flessibili in silicio amorfo, che si possono integrare più facilmente sulle attrezzature ma hanno un’efficienza del 7% in media. Questa seconda soluzione, per intenderci, è quella visibile spesso sui camper, anche perché relativamente economica.

Il progetto SunUp e i test che hanno portato al prototipo attuale, in collaborazione con North Face, hanno come obiettivo quello di trovare una via di mezzo tra le due alternative, combinando i vantaggi dei pannelli rigidi a quelli dei pannelli a film sottile. La flessibilità, ovviamente, è una delle prerogative ed è stata raggiunta creando una superficie di pannelli interconnessi, come tessere di un mosaico che si muovono liberamente in caso di impatti o caduta dell’attrezzatura (lo zaino North Face, nel caso del prototipo). Questa struttura permette anche di sfruttare una parte molto estesa della superficie su cui i pannelli vengono ancorati; tra un pannello e l’altro le cerniere che fungono da connettori evitano che nel tempo i fili si degradino e creino problemi, ma in caso di malfunzionamento di un singolo pannello è possibile sostituirlo senza cambiare totalmente la struttura.

Al momento il prototipo non è ancora in commercio, ma ha superato i test e funziona benissimo. Con una potenza di 15 W ricarica in 12 ore la batteria integrata da 4000 mAh. I test sono stati effettuati su uno zaino, l’elemento che per un escursionista può rivelarsi il più comodo per immagazzinare energia camminando; trattandosi appunto di una struttura flessibile, si può comunque posizionare sull’attrezzatura sportiva più esposta ai raggi del sole. Brister stesso ha sperimentato durante un’escursione in kayak mentre si trovava in Svezia la scorsa estate e ha postato un’immagine sul suo profilo Instagram.

Leggi anche:
Il fotovoltaico a film sottile: sarà la tecnologia del futuro?
Come trasformare la tua auto in un mezzo ibrido fotovoltaico
Il rilancio del fotovoltaico: più integrato e meglio accettato, meno costi più resa

Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

Gli articoli più letti della settimana

I video più visti del mese